Bari 12 -15 Maggio 2005
VIII Congresso Mondiale di Ciao Italia
Laboratorio del gemellaggio
Relazione del Presidente B. Ciccardini
Questo VIII° Congresso dellAssociazione Mondiale dei Ristoranti
Italiani, Ciao Italia, è un Congresso particolare ed in qualche modo speciale.
Non sarà infatti un Congresso celebrativo del pur importante compito svolto,
ma sarà un incontro di lavoro, un laboratorio per studiare ed esperimentare
un rapporto fra piccoli segmenti della produzione e piccoli segmenti della distribuzione.
Ciao Italia ha Sezioni e Rappresentanti in tutti i Paesi che sono importanti
mercati della globalizzazione ed i Soci di Ciao Italia sono, per forza di cose,
promotori, educatori e fornitori di prodotti italiani.
La maggioranza dei produttori italiani sono piccoli produttori
che non hanno una organizzazione per arrivare al mercato globale (le multinazionali
italiane che hanno una propria rete di distribuzione globale si contano sulle
dita di una mano). Il sistema Italia non ha una rete di distribuzione..
Qui sono convocati i dirigenti dellAssociazione di 20 zone
geografiche. Sono presenti anche i rappresentanti dei produttori di una provincia
italiana particolarmente significativa con prodotti ricchi di qualità.
I Ristoratori
Cominciamo subito con un esempio: è presente un gruppo di Ristoratori
di Barcellona che si è costituito per fare uniniziativa di promozione
nei loro ristoranti. Sono partiti con 10 ristoranti, hanno avuto qualche difficoltà,
come ogni volta che si raggruppano imprenditori italiani, la cui qualità maggiore
è lindividualismo, le hanno superate e stanno crescendo di numero sul
punto di fare altri gruppi in altre città. Cosa fanno? Una volta al mese presentano
un prodotto che è fuori del mercato, lo illustrano, ne presentano le ricette
sul loro sito e nel loro bollettino, fanno un manifesto, invitano la clientela
a venire nel ristorante per scoprire questo nuovo prodotto. Loperazione
è semplice, non è molto costosa ed è molto interessante. Cosa ci domandiamo?
E unoperazione che può essere diffusa anche in altre nazioni? Interessa
i produttori che sono qui presenti? Quanto costa? E una forma di promozione
convincente?
I rappresentanti della più forte Sezione tedesca, presenti qui
con il loro Presidente Giuseppe Fusco ed il loro Segretario Generale Vincenzo
Cucuzza, e col Presidente della North Westfalia, Salvatore Condipodaro, hanno
una esperienza diversa. Tutti loro e tutti i nostri Soci in Germania fanno degli
acquisti personali e diretti sul mercato italiano, data la vicinanza, la facilità
dei trasporti e le regole della Comunità Europea. Ma lacquisto individuale
non è promozione e non assicura quel controllo del mercato che si avrebbe se
fosse un acquisto collettivo. Quali sono le difficoltà? Poca abitudine alla
cooperazione, gestione costosa, pericoli fiscali e preferenze personali. A questo
punto è necessario fare un esperimento. Un consorzio di produttori già organizzato,
rappresentativo di un segmento del mercato italiano potrebbe essere abbastanza
efficiente da superare queste difficoltà arrivando a fornire una somma di prodotti
con una organizzazione unica che in pratica riuscisse ad utilizzare le esperienze
personali e singole dei ristoratori in Germania?
Il Vice-presidente della Sezione tedesca, Giovanni Nogarole,
ha partecipato in nome di Ciao Italia ad una Fiera eno-gastronomica a Riva del
Garda. Ha trovato buoni prodotti, ha fatto buoni acquisti ed ha ricevuto buoni
rifornimenti. Ma anche qui è difficile il passaggio dallindividuale al
collettivo. Le Fiere non hanno servizi speciali per i Ristoratori, non seguono
il rifornimento dei prodotti: in pratica vendono solo spazi. E la spesa è tutta
sulle spalle del produttore che espone o del Ristoratore che affronta il viaggio.
E possibile un passaggio successivo in cui produttori , importatori e
ristoratori creino un flusso continuo d rifornimento? Come passare dallacquisto
singolo e personale alla rete di distribuzione?
E qui presente la Signora Antonella Rebuzzi, simpatica,
volitiva e di bella presenza, simbolo della simpatia che è propria dei Ristoratori
Italiani. Conduce con genialità un bellissimo ristorante a Mosca. E unarea
geografica particolare, dove non ci può essere ancora un consumo di massa, ma
dove cè una grande aspettativa per i prodotti italiani. Con il suo ristorante
è diventata necessariamente importatrice e promotrice di prodotti italiani in
un mercato ancora difficile. E una situazione in cui limprenditoria
individuale è importante. Come si può fare unalleanza fra gruppi di produttori
e singole imprese allestero? In questo caso i valori associativi , che
sono collegati anche allimmagine italiana e/o regionale, allospitalità
e alla cultura del Paese, possono diventare importanti.
Lesperienza della Signora Rebuzzi ci porta ad esaminare
unaltra situazione: è qui presente Carmine Carnevale, capo di una delegazione
londinese (Londra oggi è un grande e difficile mercato perché fa moda e fa tendenza
e non si può affrontare con piccoli mezzi). Carnevale è un benemerito importatore,
fondatore della nostra Sezione ed imprenditore nella ristorazione. E importante
il suo contributo per mettere a fuoco le difficoltà organizzative di un rapporto
efficiente fra segmenti della produzione e segmenti della ristorazione. Regole
doganali ed importative, costo dei trasporti, depositi e magazzini, pratiche
burocratiche. Limportatore che spesso è una barriera economica fra produttori
e consumatori, può invece svolgere una forte funzione promozionale, se capisce
limportanza dei piccoli prodotti di qualità rappresentativi del territorio
insieme allimportanza della ristorazione che presenta quei prodotti lavorati
ed utilizzati nella maniera migliore. Lideale dellimportatore non
italiano è avere quattro vini con milioni di bottiglie. Invece lItalia
è fatta, per sua fortuna, da centomila etichette di vini, con poche migliaia
di bottiglie. Ecco la necessità di avere una rete di importazione culturalmente
attenta alla particolarità italiana. Cè con Carnevale un giovane appassionato
alla Ristorazione Italiana che vorrebbe diventare imprenditore della rete:
Andrea Scalise. Può un progetto di futuribili collegarsi ai nostri?
Marcello Russodivito è il nostro rappresentante negli USA. Ha
due Ristoranti (uno si trova nella casa storica dove trovò rifugio Washington
durante la Guerra dIndipendenza Americana), ha un sito, con il quale coltiva
i suoi clienti, ha scritto un libro di ricette, che vende assieme ad un dvd,
in cui le insegna, allinterno del suo ristorante ha un negozio in cui
vende articoli di cucina e (udite, udite!) ceramiche artistiche italiane.
Nel suo sito dà consigli ai suoi clienti che vogliono visitare lItalia
e li manda nei ristoranti delle varie città italiane che lui conosce. Vedere
per credere. Chiediamo ai produttori italiani ed alle Istituzioni Italiane che
presiedono alla promozione dei prodotti: non è possibile alimentare questi esperimenti,
utilizzare i siti web dei ristoranti italiani, con i quali essi comunicano con
i loro clienti, introdurre cultura italiana nei ristoranti, ampliare la gamma
dei prodotti venduti, vendere turismo nella rete dei ristoranti? Infine domando
ai Ristoratori Italiani allestero: se lItalia non è ancora matura
a capire la vostra potenzialità, perché non ci organizziamo meglio a fare
da noi? Marcello Russodivito perché sei così bravo quando fai da solo e
non riesci a fare tutto questo con altri dieci , cento, mille ristoranti? Questo
è il problema.
Peccato che non siano potuti venire , per impegni a cui non potevano
rinunciare due Soci, uno di Vancouver ed uno di Londra, che sono impegnati in
due scuole. Hanno in Italia, in una bella zona turistica, un albergo con ristorante
e scuola, dove fanno per il loro clienti turismo gastronomico, unendo unospitalità
familiare ad un corso di cucina ed un classico giro turistico delle città darte.
Con una collaborazione fra lagenzia qui presente che ci ha aiutato a fare
questo Congresso, alcune aziende che hanno sedi molto tipiche e molto belle,
i maestri cucinieri di questa Regione, non potremmo seguire lesempio del
grande Umberto Menghi e del grande Alvaro Maccioni? (e debbo qui per forza
nominare, per non farmelo nemico, Massimo Mannozzi che, ristoratore in Berlino,
oggi è occupato in Versilia per aprire il suo resort particulier per
i suoi clienti berlinesi). Ma non dobbiamo andare troppo lontano: cè qui
anche il pugliese Pino Cecere, ex-Presidente della Sezione North England, che
più volte ha condotto comitive di ristoratori amici a conoscere la sua Puglia
con le sue bellezze artistiche ed i suoi sapori.
La Sezione del North England, presente con alla testa il suo
Presidente, Mario Andreotti, mi fa venire alla mente unaltra potenzialità.
E un gruppo forte con una forte influenza in un grande centro come Manchester.
Introdurre una relazione nuova, un vero gemellaggio tra questa importante zona
produttiva e quel mercato, potrebbe essere un importante nuovo esperimento.
Questo vale anche per Glasgow ed Edimburgo dove opera un gruppo molto esperto
che è qui rappresentato da Gianni Donfrancesco, che è anche membro del Comites
scozzese. Questo vale anche per la Svizzera, rappresentata da Giuseppe Farinato
e da Nicola Tracchia, che sul lago di Ginevra ha costruito importanti hotel,
attorno al suo Ristorante. Quale proposta facciamo a loro? Che proposta fanno
essi a noi?
Il progetto di un rapporto di gemellaggio operativo è valido
anche in situazioni particolari. Penso alla Grecia, a cui la Puglia potrebbe
rivolgere unattenzione particolare, rappresentata da G. Muzzillo. Penso
alla difficile situazione dIsraele ed al compito difficile e meritorio
della Signora Vittoria Sarano. Mario Notaroberto, dal Lussemburgo, potrebbe
darci dirette indicazioni di quel mercato. L.di Placido dal Belgio proviene
dalla recente esperienza di Certificazione del Ristorante Italiano, che potrebbe
essere fondamentale, se collegata ad una seria iniziativa di promozione. Situazioni
nuove, come in Polonia (cè Claudia Filippi che oltre ad essere ristoratrice
con il suo Rosmarino è anche console italiano a Danzica).
Questo progetto di un modello di gemellaggio tra piccoli segmenti
di produttori e piccoli segmenti di Ristorazione, se entrerà a regime sarà
valido anche per realtà che oggi sono troppo lontane per essere esaminate, ma
che tuttavia sono nel nostro prossimo futuro. Penso al Giappone, alla Cina,
al Brasile, allIndia. Saluto per tutti il nostro Presidente venuto da
più lontano, Alfredo Bovier di Sidney, Presidente della Sezione australiana,
che porterà problemi completamente nuovi, che emergono ora in quei mercati.
Che fare coi prodotti australiani? Che fare delle impeccabili scuole giapponesi?
Come rispondere alla grande richiesta cinese, oggi che le nostre scuole non
creano abbastanza personale neppure per lItalia? Dedichiamo questo Congresso
al nostro progetto di gemellaggio, ma ci aspettano ulteriori passi più importanti
ancora di questo.
I Produttori
Nel nostro laboratorio dobbiamo chiedere qualcosa anche ai produttori
che hanno creduto in questa iniziativa, che sono presenti, che ci ospitano.
Innanzitutto va a loro il nostro ringraziamento. Inoltre, dobbiamo dire per
prima cosa a chiare lettere quanto sia importante la Puglia e questa zona in
particolare, bellissima, nella storia del prodotto italiano di qualità. Ad essi
vorremmo innanzitutto raccomandare lorgoglio della loro qualità. Certo
dovremmo anche spazzar via qualche mito: per affrontare il mercato ci vuole
qualità, ma ci vuole anche un giusto rapporto fra prezzo e qualità.
Se qualcuno riesce a vendere una propria bottiglia di vino o un proprio tartufo
ad una cifra da collezionisti, buon per lui. Ma questo non è il mercato. Questa
è una lotteria. Invece noi puntiamo a creare un mercato ed un efficiente rapporto
fra produzione, distribuzione e mercato.
Il confronto con i Ristoratori sarà importante per stabilire
le modalità dellimmagine, dalla etichetta al materiale di informazione,
dalla storia alla presentazione. In questo lesperienza dei ristoratori
potrebbe essere utilissima.
Dovremo parlare di trasparenza. E importante presentare
i prodotti come sono allorigine,i territori, le modalità della trasformazione,
i percorsi. E studiare come garantire la genuinità e la qualità. Quando ci fu
la crisi del metanolo si spesero molti soldi per dimostrare che il vino italiano
era pulito. Ma il metodo che vinse la battaglia fu questo: quando un ristoratore
offriva una bottiglia italiana, dava la sua garanzia personale che quel vino
era buono, era da lui conosciuto e lui ne era personalmente responsabile. Sulla
qualità bisogna seguire questo metodo e bisogna mettere i ristoratori nelle
condizioni di applicarlo.
Dobbiamo chiedere ai produttori di unirsi per valorizzare il
loro territorio e di metterci nelle condizioni di presentare il loro territorio.
LInformatica
Partecipa al nostro laboratorio una Società di informatica che
ha curato il nostro sito e che vuole essere una nostra partner nel progetto
di gemellaggio. Si può creare una rete globale con produttori, distributori
e ristoratori senza il contributo dellinformatica? In teoria sì. Ma in
pratica i ristoratori hanno siti bellissimi, per curare i loro clienti. I distributori
hanno siti efficienti per curare la loro clientela. I produttori hanno siti
per illustrare i prodotti. Ma questa rete di siti può interagire? Può essere
utilizzata per lavorare assieme? Può rappresentare una dimensione nuova,uno
spazio da conquistare, un luogo dove dialogare, informare, lavorare e progredire?
Questo dobbiamo stabilire nel nostro laboratorio.
La Regione Puglia ed altre Istituzioni
Abbiamo inviato la regione ed altre Istituzioni locali e nazionali
a questo nostro laboratorio. Dobbiamo constatare che, nella sua generalità,
i programmi di promozione delle Istituzione Italiane non hanno ancora maturato
il concetto di rete ed il concetto di complementarietà fra operatori italiani
e gli operatori residenti allestero. Il nostro laboratorio dovrà servire
ad aprire una strada e quindi dobbiamo decidere che è molto importante fare
da sé. Se il nostro esperimento riuscirà le Istituzioni ci seguiranno.
Per adesso, dobbiamo ringraziare Dio se non ci combattono, come in genere i
metodi vecchi combattono i metodi nuovi. Ad ogni modo, abbiamo il dovere di
dire alla Regione Puglia (ed a tutte le altre Istituzioni) quello che ci aspettiamo
facessero e quello che sarebbe utile ed importante.
Abbiamo bisogno di personale con il gusto italiano, e quindi
di scuole italiane che lo preparino. Abbiamo bisogno di analisi di mercato.
Abbiamo bisogno di garanzie di genuinità e di verificabilità di percorsi. Abbiamo
bisogno di sistemi logistici efficienti. Abbiamo bisogno di incentivi e di facilitazioni
per la rete, per creare depositi, magazzini e trasporti. Abbiamo bisogno di
analisi di mercato. Questi sono i nuovi campi dove spendere il non indifferente
peculio che il contribuente italiano destina alla promozione.
Cosa possiamo dare alla Regione? Vorremmo avere studenti nei
nostri locali che imparino questa professione e saremo disposti a dare loro
il mestiere che è nelle nostre mani sotto i dovuti controlli. Avrete bisogno
che i vostri futuri operatori economici conoscano lingue che non si studiano
a scuola: il giapponese, il cinese, lindù, larabo, lo spagnolo e
perfino il vecchio inglese, così malamente insegnato in Italia. Siamo pronti
ad ospitarli con borse di studio-lavoro. Siamo pronti a farvi consulenza di
Mercato e ad assistervi nelle procedure burocratiche e legali del Paese che
ci ospita. Utilizzate la nostra imprenditorialità per i vostri programmi.
I Testimoni
Dobbiamo avere il coraggio di chiamare personalità della Puglia
conosciute in tutto il mondo a partecipare al nostro progetto. Sia Arbore, sia
Albano, per esempio, hanno conosciuto ed alcune volte hanno collaborato con
Ciao Italia.