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SPECIALE IX Congresso CIAO ITALIA 2007

Discorso del Presidente Napolitano ai Congressisti

Desidero rivolgervi un cordiale saluto ed augurio dando continuità ad una tradizione che oramai risale ai miei più lontani predecessori, se è vero, come è vero, che le udienze a Ciao Italia sono cominciate con il Presidente Pertini e poi c’è stata una continuità di impegno dei successivi Presidenti della repubblica, fino al mio immediato predecessore, Presidente Ciampi. Io saluto l’amico e collega Bartolo Ciccardini, che sta vivendo già da più tempo di quanto io pensassi questa nuova stagione, diciamo, e sta svolgendo così giovanilmente ed attivamente questo nuovo ruolo e desidero anche rendere merito al Ministro De Castro di come porta avanti una molteplicità di iniziative di valorizzazione della nostra agricoltura, del nostro settore agroalimentare ed anche della nostra presenza nel mondo attraverso questa splendida catena di ristoratori italiani, qualcuno dei quali naturalmente anche io ho avuto occasione di frequentare. Sono stato per cinque anni parlamentare europeo, fino al 2004, e devo dire che a Bruxelles, senza far torto a tanti altri ristoranti italiani che pure ho conosciuto, frequentavo assiduamente un ristorante che poi mi era stato suggerito da un grande presidente della commissione Europea, Jacques Delors, e era un ristorante sardo, Le Pou Qui Tosse. Significativo il fatto che fosse il ristorante preferito non solo di un italiano o di un napoletano, ma di un francese come Jacques Delors. Questo significa che avete fatto moltissima strada. Moltissima strada hanno fatto i nostri prodotti, hanno fatto le nostre tradizioni da quando lo ricordo quasi fino a quasi 30 anni fa se si andava in un ristorante a Londra non c’era da chiedere quale vino si volesse, il vino era per antonomasia il vino francese. Ebbene anche da questo punto di vista tutto è profondamente cambiato: penso anche ai vini meridionali, accanto ai vini classici dell’Italia settentrionale, vini meridionali che hanno saputo qualificarsi in modo così eccellente. Io voglio aggiungere che stamattina, proprio prima di venir qui, ho ricevuto il nostro ambasciatore a Tokio che mi ha consegnato un consistente volume illustrato di tutte le realizzazioni della cosiddetta primavera italiana in Giappone. Credo che si siano svolte 150 manifestazioni nel corso di questo anno in Giappone. Ma che cosa mi ha colpito pensando all’incontro che oggi avrei avuto con voi, che scorrendo l’indice di queste manifestazioni, moltissime sono state dedicate anche a grandi capolavori dell’arte italiana, poi c’è la sezione: vino e gastronomia ed è una sezione che ha il suo posto d’onore accanto a tutte quelle che hanno riguardato la valorizzazione del patrimonio storico ed artistico. Quindi diciamo c’è un ponte, non c’è un abisso, c’è un ponte tra il nostro patrimonio storico ed artistico ed il patrimonio dei nostri prodotti, il patrimonio della nostra cucina, della nostra gastronomia, che è parte essenziale della tradizione italiana e della qualità italiana. Voi siete i custodi di questa tradizione di questa di questa qualità ed io vi rivolgo i più  vivi complimenti ed i più sinceri auguri, complimentandomi anche con le decisioni che ha preso il Ministro e che di sicuro saranno d’incoraggiamento allo sviluppo ulteriore e sempre più qualificato della vostra attività. Grazie.