Relazione introduttiva della Senatrice Antonella Rebuzzi
Cari amici,
colleghi Ristoratori, che come me avete fatto lesperienza di creare unimpresa
italiana in terra straniera, sono lieta che linvito del Presidente a
parlarvi della legge che io ed il collega Pollastri abbiamo presentato in Senato,
sia stato unoccasione per vedervi, salutarvi, e rincontrarvi, come era
già successo al Congresso di Bari di due anni fa.
Ma prima di parlarvi della legge, vorrei ricordare con voi la nostra esperienza.
Quando sono giunta in Russia, il paese era in grande difficoltà, ed aspirava
a grandi trasformazioni. Un Ristorante Italiano era allora un sogno impossibile
per la gran parte dei russi. Eppure la fama della nostra cultura e della nostra
civiltà, che tanti segni ha lasciato a Mosca ed a Sanpietroburgo, faceva sì
che tutti si aspettassero grandi cose da noi. E stato difficile iniziare,
ma abbiamo mantenuto la promessa di mostrare a loro una caratteristica fondamentale
dellanima italiana, lospitalità, il sapore della vita, labilità
professionale per tutto quello che riguarda la cucina.
Già al Congresso di Bari abbiamo parlato della necessità di avere uno strumento
utile a riconoscere e far riconoscere il vero Ristorante Italiano. Ma da Bari
ad oggi sono successe alcune cose. Fra queste, una mi riguarda personalmente:
sono stata eletta Senatore della Repubblica ed ho potuto quindi guardare a questi
problemi da un altro punto di vista, quello del legislatore.
Devo ricordare che questa elezione è stata unesperienza importante per
me. Molti colleghi mi hanno dato un aiuto, ma io credo che il fatto più significativo
sia proprio questo: che a rappresentare gli italiani allestero nel Parlamento
italiano ci sia anche un ristoratore, anzi un imprenditore che si è posto come
traguardo della propria impresa la diffusione del prodotto italiano e della
cultura che cè dietro di esso.
Lasciatemi dire a voi colleghi, che sono orgogliosa di rappresentare il lavoro
italiano allestero, limpresa italiana allestero ed, in particolare,
la ristorazione italiana allestero.
Con lamico e collega Senatore Edoardo Pollastri, ci siamo subito posti
la domanda di come risolvere il problema della tutela e della promozione della
ristorazione italiana allestero.
Voglio farvi notare una cosa molto importante, lasciatemi dire, anche molto
simpatica. Io ed il Senatore Pollastri apparteniamo a schieramenti politici
diversi. Tuttavia abbiamo trovato, su questo problema, una soluzione comune.
Questo sta a significare che Ciao Italia è naturalmente aldilà delle divisioni
politiche. Ciascuno di voi ha un suo indirizzo politico, e questo non ci impedisce
di essere tutti assieme concordi nel difendere gli scopi e gli interessi della
categoria. Quello che unisce me ed il Senatore Pollastri è il comune interesse
per questi problemi. Io, nella mia esperienza in un Paese aperto da poco al
mercato dellOccidente, ed il Senatore Pollastri in una situazione molto
diversa, quella di San Paolo in Brasile, dove da molti anni fiorisce una splendida
ristorazione italiana.
Laltro fatto che io ritengo molto significativo e simpatico è che, nonostante
le grandissime difficoltà di lavorare in Senato, dove lesistenza di una
maggioranza che ha un voto in più della minoranza porta a fare una faticosissima
guerra di trincea, tuttavia abbiamo con molta facilità trovato la possibilità
di presentare in comune un disegno di legge.
Nella nostra relazione diciamo che la ristorazione italiana deriva dalla diaspora
degli italiani nel mondo e dal fatto che la tavola della famiglia era un
punto di incontro quale sicuro riferimento dove poter attenuare la nostalgia
della madrepatria, ritrovando i sapori della lontana cucina dorigine.
Ciò ha notevolmente contribuito alla nascita della ristorazione italiana.
Diciamo anche: La ristorazione italiana nel mondo con il passare
del tempo ha iniziato a svilupparsi verso migliori condizioni di qualità sia
per i prodotti utilizzati sia per il buon rapporto che si è saputo instaurare
con i clienti, anche non italiani. I veri ristoratori italiani
hanno sempre avuto laspirazione ad avere un segno tangibile di riconoscimento
per il proprio locale che li distinguesse da imitazioni. Infatti la moda del
cibo italiano esplosa in tutto il mondo ha fatto nascere molti ristoranti che
offrono un prodotto che non ha nulla a che vedere con la cucina italiana.
Noi, in definitiva, proponiamo che ci sia un marchio di riconoscimento del
Vero Ristorante Italiano, con regole precise e chiare e con un dovere preciso
per lamministrazione pubblica a provvedere allattuazione spedita
ed efficiente. Sappiamo quanto questo sia importante per difendere i veri ristoranti
italiani, non solo dalla concorrenza, ma addirittura dalla falsificazione e
alla adulterazione della cucina italiana.
Sebbene io sia alla mia prima legislatura, so benissimo che una legge, di iniziativa
parlamentare, ha bisogno di tre o di quattro anni per essere approvata, e sappiamo
benissimo che la maggior parte della produzione legislativa è necessariamente
dedicata alla discussione ed alla approvazione di progetti governativi.
Tuttavia, lesistenza di una proposta legislativa dovrebbe stimolare il
Governo a muoversi con più sicurezza e con più celerità nella direzione indicata
dal nostro disegno di legge.
Ma anche voi potete fare molto per raggiungere questo obiettivo. Io, come imprenditrice
e ristoratrice italiana a Mosca, ho partecipato alla protesta che Ciao Italia
ha organizzato per convincere il Ministro dellAgricoltura ad intervenire
al più presto, per mettere in atto una strategia della promozione del prodotto
italiano che impieghi anche i ristoranti Italiani. In realtà noi facciamo sempre
della promozione.
Siamo noi che scegliamo e garantiamo il vino che offriamo nei nostri ristoranti.
Siamo noi che impariamo a distinguere la vera pasta italiana e colla
internazionale, che viene venduta come pasta. Siamo noi che educhiamo al gusto
della cucina italiana fatta con prodotti veri. Per questo non chiediamo condizioni
particolari di favori. Questo è il nostro mestiere, questo è il nostro lavoro
e questo dobbiamo fare. Ma chiediamo di fare di più. Potremmo impiegare un più
grande numero di giovani italiani preparati, se le scuole li producessero. Potremmo
far nascere reti di distribuzione ed imprese di importazione consapevoli della
qualità del prodotto italiano. (Ed io questo ho fatto con la mia azienda di
importazione che sta alle spalle dei miei ristoranti).
Ma io so che molti di voi non fanno soltanto il ristoratore. Molti promuovono
il turismo, molti tengono un collegamento con il loro Paese natale e lo fanno
conoscere ai loro clienti, molti vendono prodotti italiani e li presentano con
degustazioni e con menù speciali.
Perchè queste attività non possono essere supportate da una maggiore informazione
sui prodotti, sui prezzi, sulla rete di produzione?
Perché gli enti che fanno promozione come le Regioni e come lICE preferiscono
andare a fare inutili dimostrazioni in grandi alberghi costosi, dove va una
clientela distratta ed occasionale, invece di fare settimane tematiche su singoli
prodotti, in gruppi di ristoranti che raggiungono una grande clientela?
Cari amici, cari colleghi di lavoro, cari consoci, dobbiamo farci valere. La
legge che abbiamo presentato deve servire anche a questo.
A far capire alle Istituzioni che i Ristoranti Italiani nel mondo non sono più
soli: hanno una voce e la faranno sentire. Nel programma cè scritto (lho
letto con gioia), che fra due anni faremo questo congresso a Mosca. Ebbene io
vi dico: Io sono pronta.
Dal prossimo lunedì cominceremo ad organizzare il X Congresso di Ciao Italia
a Mosca.