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MALAYSIA
I prodotti Italiani, dopo aver conquistato
e saturato il mercato cinese, invadono la Malaysia!
Sogni di una notte destate avanzata!
Kuala Lumpur 20 24 settembre 2006

KUALA LUMPUR Petronas Towers: 22 piani di acciaio e cristallo, simbolo della
strabiliante crescita economica Malese. Silhouette di 451 metri che domina
il quartiere degli affari e dei commerci.
A Kuala Lumpur, contrariamente a
Shanghai (Missione Asiatica di CIAO ITALIA maggio 2006)
è facile dialogare con le persone del luogo. Questo facilita molto la comprensione
del Paese in cui ci si trova: quanto sia conosciuta lItalia e gli italiani,
quali prodotti si attendono da noi e soprattutto aiuta a riflettere sul perché
siamo assenti, quasi totalmente, da questo mercato.
Il tassista che ci porta dallalbergo alla sede dove abbiamo allestito
la mostra dei prodotti eno gastronomici ed agro alimentari della Provincia
di Latina ha, come tutti i malesiani, voglia di conoscerci e, come un qualunque
tassista italiano, incalza con una serie di domande: chi siamo? da dove veniamo,
cosa siamo venuti a fare in Malaysia, ci piace Kuala Lumpur?
Soddisfatto delle nostre risposte ci dice cosa conosce dellItalia e cosa
pensa di noi.
La conversazione, nonostante le difficoltà della lingua, conferma le nostre
impressioni.
La Ferrari è un mito universale ed il calcio e i calciatori
italiani sono un interesse costante, accresciuto ancor di più,
se possibile, dalla vittoria Italiana al Campionato del Mondo. Il nostro tassista
apprezza la cucina italiana, ma sinceramente non so se per averla provata
o solo per sentito dire, perché comunque, vino e spaghetti, costituiscono uno
status simbol.
Prima riflessione: quanto e come
sfruttiamo questi formidabili veicoli pubblicitari per promuovere il MADE
IN ITALY ?
La conversazione continua e dalla Ferrari alla Fiat
il passo è breve, anche perché il nostro tassista ha avuto in passato una
Fiat:
Ho avuto una Fiat ed era veramente una grande e bella macchina,
scattante, affidabile, veloce e comoda; ma era una Fiat Mirafiori ( testuali
parole n.d.r.) non le Fiat odierne, Fiat asiatiche..
In effetti, in mezzo ad un traffico da ora di punta a Roma, non riesco a
vedere auto italiane in circolazione. Non capisco, le auto del gruppo Fiat,
prime, per me, per eleganza e prestazioni, sono ancora oggi allaltezza
della fama della Fiat Mirafiori.
Le auto dimportazione hanno tariffe proibitive e le
Alfa Romeo, prodotte in Italia, sono quasi introvabili.
Ma non è questa la ragione della mancata diffusione delle auto italiane
nei mercati asiatici, sia della Malaysia che della Cina: la causa è in un errore
che si ripete da parte delle nostre Aziende e dei nostri produttori, piccoli
e grandi e di qualsiasi prodotto. LItalia delude limmaginario collettivo
che vuole vedere nel made in Italy il Modello
Italia che vuol dire esaltare, rendere visibile gli elementi che
vengono dai codici estetici e creativi di una cultura millenaria, che punta
sui tratti caratteristici e distintivi del gusto, dellarte, dei paesaggi,
del piacere sensoriale ed intellettuale, della creatività artistica, della sensibilità,
il bello, larmonia, la simmetria, la proporzione, la misura, in una sola
parola, la perfezione.
Fondare le prospettive di competizione sul proprio specifico,
su ciò che si è, su se stessi. Il Modello Italia è
impossibile da contraffare e vendere a basso costo. Significa adattarsi
alla domanda personalizzata, superando la logica della produzione di massa,
che non significa non raggiungere importanti quantità di vendita, possibili
considerando il rapido sviluppo economico dei Paesi Asiatici.
Insistiamo sulla Fiat perché è un esempio emblematico di un comportamento
permeato di presunzione, e per non usare parole forti, dignoranza e preconcetti
tutti italiani, nei confronti di Paesi che non si conoscono.
Per la rapida evoluzione della classe media urbana, i modelli che la Fiat fabbrica
in Asia si trovano pericolosamente vicini alla competizione con la fascia medio
bassa: quella dove incombono nuovi protagonisti dellauto made
in China, dai costi inferiori. Non solo, ma è un errore che costa carissimo,
non solo alle auto Fiat, ma a tutto quel made in Italy che tratta questi
Paesi emergenti come consumatori di serie B, come se fossero da terzo mondo
tentando di rifilare ai consumatori modelli vecchi, brutti e privi di qualsiasi
glamour, proprio allopposto delleleganza che loro associano
ai prodotti italiani. Per di più ci si colloca nella fascia bassa del mercato,
la prima a subire lavanzata del made in China.
Tale critica non si estende, ovviamente, allalta moda dei Versace,
Armani, Gucci, Ferragamo... e dei gioielli di un Bulgari, per fare
un esempio.
I nostri imprenditori vivono
il mito dellItalia del dopo guerra, dellItalia del boom economico
e hanno un approccio sbagliato dimenticando che lAsia, la Cina, la
Malesia, lIndia e dintorni sono un mercato da tre miliardi e mezzo
di persone che vivono in Paesi tecnologicamente avanzati, con enormi differenze
e disparità economiche, ai quali però si deve offrire solo il meglio della nostra
produzione perché al medio basso sono in grado di pensarci,
e bene, da soli.
Questa premessa di carattere
generale è utile per chiarire che anche per esportare i nostri prodotti eno
gastronomici ed agro alimentari è necessario che si realizzino almeno tre condizioni:
- conoscenza del Paese e del suo grado di sviluppo economico;
- sinergie tra pubblico e privato anche per presentarsi come Sistema
Italia;
- investimenti correlati al valore del ritorno auspicato ma sostenibile
dal Paese importatore.
Completa il quadro un Master Plan che contempli una strategia
italiana e un Focal Point nel Paese che si vuol commercialmente conquistare.

Esposizione prodotti: Mrs Carmen e Fabrizio Vergamini (Resp. Economico Ambasciata),
Cirino (CIAO ITALIA), Dr Chef Luigi Azzaro Abdullah (Holiday Villa
International). Paolo Panfili, Thelma in giallo e Michela, Amb. Felicani
Anacleto, dott.sa Paola Roncolini di spalle e Francesco (prov. Latina).
La Missione Imprenditoriale di CIAO ITALIA a Kuala
Lumpur, modernissima capitale della Malaysia, con la presentazione delle Aziende
della Provincia di Latina, resa possibile da un Assessore
di lungimiranti idee, Paolo Panfili, e da un gruppo di produttori
eno gastronomici ed agro alimentari che credono alla vocazione internazionale
dei loro prodotti, ha costituito un primo passo nella direzione che indicavamo
in premessa, al di la delle vendite immediate che pure ci saranno certamente,
visti i contatti che si sono creati.
Un grazie particolare allonnipresente Michela Forte senza la quale
tante porte non sarebbe stato possibile aprire.
La cena di Gala che ha concluso
la prima giornata di mostra, la sera del 22 settembre, ha visto la partecipazione
di più di 60 invitati tra i quali lAmbasciatore dItalia, Ministro
Plenipotenziario Felicani Anacleto accompagnato dalla sua gentile Signora, la
Direttrice dellICE dott.sa Paola Roncolini, il Responsabile Economico
dellAmbasciata dott. Vergamini e Signora, responsabili di Catering e Catene
Alberghiere della Malaysia quali Dr Chef Luigi Azzaro Abdullah Group Executive
Chef Cum Food and Beverage Director Holiday Villa International South East Asia,
Mr Capt. Charles A. Bain e Mr Ahmad Kamal Merican dellHOLIDAY VILLA
HOTEL&RESORT MALAYSIA e INTERNATIONAL, Mrs Mary Loon del CHERATING,
Mr. Federico Michieletto del CHEF TYTON GROUP OF RESTAURANTS
e vice presidente del CHEFS ASSOCIATION OF MALASYSIA (chiediamo scusa
agli ospiti, citati a parte, per non appesantire la lettura di queste note).
Tra i giornalisti non possiamo non citare la gentile Vivienne Pal giornalista
dello STAR METRO alla quale abbiamo rilasciato uninteressante
intervista, Mrs Chan Shiew Yien e Mrs Lee Xiao Mei giornaliste dell
ORIENTAL DAILY NEWS, Mr Joe Doyan giornalista del NEWS. MEDIA. LIFESTYLE,
Miki Chon REPORTER Naturalmente erano presenti Ristoratori Italiani e
di Kuala Lumpur che tra i loro menù hanno sempre qualche specialità italiana.

Ambasciatore Felicani Anacleto col simbolo di LATINA e Assessore Paolo Panfili
durante la Cena di Gala.
Direttrice ICE dott.sa Paola Roncolini seduta con ai lati Lorella (CIAO ITALIA)
e Michela (prov. Latina).
Rudy Stecca è stato il nostro
impareggiabile anfitrione. Discreto e sempre presente a risolvere in anticipo
qualsiasi nostro desiderio. Il suo Ristorante Italiano
CIAO, con le sale, lufficio,
lampio giardino (quasi un parco) dove la mattina sconfinavano, dalla limitrofa
mini foresta, le scimmie, il gazebo, il bar e tutto il personale, Rudy non ha
esitato a dedicarlo alla riuscita della mostra e della serata di gala.
Grazie Rudy su di te confidiamo per realizzare i nostri progetti
in Malaysia.


E il pensiero torna allexport
italiano e ci assale la rabbia per quanto il nostro Paese potrebbe
fare e non fa pur disponendo nel mondo di giovani italiani intelligenti ed intraprendenti
come Rudy.
E fin troppo evidente il sarcasmo con cui abbiamo voluto titolare queste
note sulla missione di CIAO ITALIA, ma è certo che in Malaysia
ci torneremo e lesperienza fatta sarà utile specie se riusciremo a far
capire ed ad ottenere dal Governo Italiano e dai Presidenti delle Regioni un
momento di riflessione imprenditoriale che progetti e realizzi una strategia
globale che serva a non disperdere le risorse finanziarie ed a penetrare veramente
in Asia con tutti i nostri prodotti.
CIAO ITALIA Associazione dei Ristoranti
Italiani nel Mondo è pronta e con lei lAssociazione
Professionisti Sviluppo Realizzazione Progetti
che si è impegnata per la riuscita della manifestazione.
Per finire, ma dove sono in Malaysia le nostre BANCHE
?
Ing. Cirino Carroccio dott.sa
Lorella Del Grosso
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