Il Papa dei Ristoratori Italiani allEstero - 4 Novembre 1992
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Il
4 Novembre 1992 era San Carlo, la festa di Karol Woytila. Il Papa trascorreva
il suo onomastico in ritiro e meditazione. Ma per i Ristoratori Italiani allestero
giunti a Roma per il loro Congresso ruppe la clausura e ci ricevette in visita
privatissima,senza guardie svizzere, senza seguito, da soli noi e Lui. Fu un
grande privilegio per noi. A questo aggiunse un altro privilegio: ci dedicò
un messaggio dove, per la prima volta nella storia, un Papa stabilì quali erano
i valori morali della nostra professione, i doveri ed i compiti che ci erano
stati assegnati dalla Provvidenza. Questo è stato il grande regalo ai Ristoratori
Italiani nel mondo di Giovanni Paolo II.
In questi giorni di lutto rileggiamo e meditiamo le sue parole:
“Siate i benvenuti, cari fratelli e sorelle appartenenti allAssociazione
dei Ristoranti Italiani nel Mondo. Vi sono grato per questa visita.
Voi avete voluto, nel corso del Congresso Mondiale del vostro Sodalizio, che
si svolge a Roma in questi giorni, prevedere anche lincontro col Successore
di Pietro.
Saluto il Presidente, Onorevole Bartolo Ciccardini, i responsabili dellAssociazione
e tutti voi, qui presenti. Il mio pensiero va alle vostre famiglie, ai collaboratori,
che condividono il vostro lavoro nei Ristoranti, nei luoghi di accoglienza e
nelle aziende dellalimentazione.
Il ritorno in Patria costituisce unoccasione preziosa, atta a rinsaldare
il legame con le origini della propria Terra ed è sempre importante non staccarsi
dal ricco patrimonio culturale e spirituale tramandato dagli antenati, patrimonio
che abbraccia lintero campo della umana attività. Le tradizioni della
Cucina Italiana, da voi così opportunamente conservate, sono esse pure portatrici
di valori sociali ben più profondi, sui quali si è costruita la vostra storia.
Voi vi riconoscete in tali tradizioni ed ora ritornate alle vostre case, cariche
di passata memoria, quasi riscoprendo riguastando di nuovo la ricchezza dei
vivi ricordi portati con voi quando, molto tempo fa, lasciaste lItalia.
Siate fieri dellimportante eredità culturale e spirituale consegnatavi
dai vostri padri; sappiate ispirarvi ad essa nella vostra quotidiana esistenza.
Il rispetto della tradizione, la fedele conservazione dei valori posti a base
della vostra vita e della vostra attività contribuiranno a rendere i rapporti,
che instaurate con quanti frequentano i vostri locali, più veri e proficui.
Lattività della Ristorazione, così come oggi si svolge, risponde alle
esigenze del nostro secolo ed è connessa con lampio sviluppo del turismo,
anzi, è divenuta spesso una ragione di turismo, occasione di festa e di incontro.
In altre circostanze, soprattutto attraverso le mense ed i servizi ad esse collegate,
essa mira a soddisfare i bisogni quotidiani di alcune particolari categorie
sociali, quali, ad esempio, i lavoratori, gli studenti e la gente che viaggia.
Venite, così, a contatto, grazie al vostro lavoro, con persone di varia estrazione
sociale e di diversa formazione culturale e professionale. Importante è, pertanto,
il servizio che siete chiamati a svolgere.
Essendo “ambasciatori” del vostro Paese allEstero, voi potrete far conoscere
estimare la vostra Patria. Tale responsabilità è connessa con il successo stesso
del vostro lavoro. Siate, per questo, buoni professionisti e persone degne di
fiducia.
Con la vostra professionalità vi è data, così, loccasione di testimoniare
alcune caratteristiche tipiche della gente italiana, ereditate dai vostri padri:
ad esempio, la disponibilità verso i poveri, laccoglienza nei confronti
di coloro che si trovano in difficoltà, la cordialità, la solidarietà. Queste
imprese, ben affermate allEstero anche nel vostro settore, sono nate dal
coraggio dei vostri antenati, dalla loro costanza e dal loro spirito di sacrificio,
dalla disponibilità e dallamicizia con cui sono stati accolti in momenti
delicati e difficili.
Auspico di cuore che la vostra attività, vivificata da una fede solida, come
fu quella dei vostri padri, si sviluppi sempre più e sia portatrice di gioia
e di autentico progresso.
Mentre rivolgo a tutti questo mio cordiale augurio, invitandovi a rendere grazie
costantemente al Signore per laiuto che generosamente vi dispensa, volentieri
imparto a voi ed alle persone care una particolare Benedizione Apostolica”.