LA CUCINA EBRAICA
"La persona che non avverte il
sapore del cibo nella sua bocca, può accorgersi da questo che Dio non è contento
di lei" - Nachman di Bratzlav.
La passione ebraica per la cucina, le diete, il nutrimento
e i piaceri della tavola sono più importanti di un semplice cibo.
Le abitudini alimentari rispecchiano e determinano il carattere di una
persona, perché il cibo di cui un individuo si nutre influenza il corpo, agisce
soprattutto sullo spirito, sullinteriorità e sullindole.
I cibi e la loro preparazione devono rispondere a regole
ferree per essere validi e adatti, ossia "kasher" e regolamentate
dal Torà. La Torà contiene le regole, scritte da Mosé sotto dettatura
di Dio, classifica in gruppi gli animali permessi per lalimentazione e
spiega come debbano essere uccisi e cucinati. Gli animali terrestri permessi
sono quadrupedi che presentano zoccolo spaccato, unghia divisa e sono ruminanti.
Tra i ruminanti sono esclusi i cammelli, dromedari e lama che, non hanno lo
zoccolo diviso e hanno un apparato ruminante incompleto.
La Torà permette di cibarsi di locuste che dovevano
essere comuni nei tempi biblici. Sono assolutamente vietati: i non
ruminanti, come suini, maiali, cinghiali, ippopotami e i quadrupedi, come
equini, conigli e lepri; i volatili, come i rapaci; i pesci, come
i molluschi e crostacei e i mammiferi marini, foche trichechi, delfini, capodogli
e balene, sono permessi solo quelli che hanno pinne e squame; i rettili e
tutti gli animali che strisciano e brulicano. Tutti gli animali permessi, tranne
i pesci, devono essere uccisi con una macellazione particolare, in ebraico shechità.
Per utilizzare un animale per lalimentazione, occorre che sia sano
e non presenti alterazioni fisiche, è proibito mangiare un animale taréf,
ossia "sbranato" o "rapinato" e quindi "impuro",
animali feriti, con imperfezioni o malattie che potrebbero trasmettersi alluomo.
In cucina i cibi con la carne devono rimanere separati da quelli contenenti
il latte, e non si possono mischiare neanche durante la cottura che a tavola;
il pasto deve essere o di carne o di latte la netta divisione è la base della
cucina ebraica.
La Torà vieta la mescolanza di specie differenti
nella semina e negli innesti, durante laratura bue e asino non possono
trainare insieme laratro, nei tessuti è proibito fare stoffe o indossare
insieme lana e lino e far unire animali di specie diverse.
La vita culinaria della tradizione Ebraica è abbinata
alle feste e alle ricorrenze del calendario religioso.
I dolci Ebraici sono realizzati con ricette tramandate
da madre in figlia, rispettando la relazione legata alla festività ebraica.
Sono preparati dalle famiglie Ebree in occasione di feste solenni ma, per la
loro bontà, sono consumati anche durante tutto larco dellanno. Nel
medioevo la pasticceria popolare era di dolci a base di cialde derivanti dagli
azzimi ebraici, ad eccezione dei monasteri, che sperimentavano preparazioni
più complesse, grazie al privilegio della panificazione, alla pratica dellapicoltura
e allutilizzo delle spezie. I dolci senza latte sono detti parve.

Carciofi alla Giudea
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Ingredienti:
- Carciofi romaneschi un paro a cranio
- Olio doliva per friggere abbondante
- Padelle due
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Puliteli togliendo qualche foglia esterna e le punte del carciofo, accorciate
anche il gambo lasciandone più o meno tre dita. Mondate i carciofi eliminando
le foglie esterne più dure, le spine e la barba centrale.
Lavateli e schiacciateli leggermente su un tagliere, con la corolla
rivolta verso il basso, per allargare le foglie. Metteteli a bagno in acqua
e limone oppure aceto, serve a non fare annerire le parti tagliate. I carciofi
andrebbero tagliati in un certo modo, ma non riesco a dirlo perché non si impara
neanche con un video.
Preparate le due padelle con abbondante olio. Fate sgocciolare bene i
carciofi, asciugateli e condirli con pepe e sale anche allinterno. Accendete
il fornello di una padella. Scaldare una padella sul fuoco moderato, disponeteci
i carciofi con il gambo rivolto verso lalto, in modo che cuociano internamente,
solo quelli che ci entrano. Cuocete lentamente girando i carciofi in modo che
si cuociano in modo uniforme. Lolio deve appena friggere, come se faceste
un lesso invece che un fritto. Lasciate stufare a fiamma media per, poi
girateli in modo che cuociano bene su tutti i lati. Quando la parte dura del
carciofo sarà facilmente penetrabile dalla forchetta, i carciofi sono pronti
per la seconda fase.
Accendete il fuoco sotto laltra padella, quando sarà molto caldo
metteteci i carciofi con il gambo verso lalto, cercando di allargare le
foglie con una leggera pressione dallalto. Ora bisogna far friggere violentemente
lolio, per fare ciò bagnatevi le mani e schizzate le gocce dacqua
nella padella, lolio immediatamente friggerà. Basterà poco e le foglie
del carciofo si saranno ben colorite e risulteranno croccanti e fragranti. Levate
i carciofi delicatamente ed appoggiateli su della carta assorbente, sempre col
gambo allinsù.
ATTENZIONE: Non esagerate con lacqua, solo qualche schizzo, altrimenti
lolio smette di friggere.
CONCIA DI ZUCCHINE
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Ingredienti:
- Zucchine romanesche medie
- Aglio
- Basilico
- Prezzemolo
- Sale
- Aceto
- Olio extravergine doliva
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Tagliare le zucchine a fettine longitudinali di circa 3mm di
spessore. Disporle su un panno per qualche ora per farle asciugare. Friggerle
in olio doliva e disporle a strati in una terrina condendo con aglio,
basilico e prezzemolo tritati, sale, aceto e olio della frittura (o altro olio
extravergine doliva). Far riposare per almeno due ore quindi mescolare
o girare il contenitore sigillato e far riposare una giornata prima di consumare.
CROSTATA DI RICOTTA
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Ingredienti:
- 2 uova
- 400 gr. di farina
- 200 gr. di zucchero
- buccia di limone grattugiata
- pizzico di sale
Ripieno:
- 500 gr. di ricotta
- 100 gr. di zucchero
- marmellata di visciole
- burro e farina
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Lavorare il burro con luovo e lo zucchero, e la farina,
formarne una palla. Farla riposare per mezzora in un luogo fresco. Battere
la ricotta con lo zucchero. Nella teglia, foderata di carta da forno, stendere
la pasta. Fare un leggero strato di visciola e ricoprirla con la ricotta. Mettere
il bordo intorno, le striscioline. Far cucinare al forno a 180° pre-riscaldato
per circa unora.
CASSOLA DI RICOTTA
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Ingredienti:
- Kg 1/2 di ricotta,
- uova,
- 5 cucchiai di zucchero,
- 1 buccia di limone grattugiato,
- 2 cucchiai di pane grattugiato,
- vaniglia.
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Amalgamare, con una frusta, la ricotta, i tuorli duovo, lo zucchero,
la vaniglia e il limone. Unite le chiare duovo montate, e mescolate lentamente.
Versare il composto in una tortiera imburrata e spolverizzata con il pane grattato.
Fate cuocere in forno a 230° per circa 1/2 ora. Sfornate e servite caldo.
Torta di visciole e ricotta
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Ingredienti:
Pasta frolla
- 250 gr di farina,
- 125 gr di burro,
- 125 gr di zucchero,
- un uovo intero e un tuorlo
Ripieno
- 400 gr di ricotta di mucca
- 100 gr. di zucchero
- 300 gr.di marmellata di visciole
- Preparare il ripieno con ricotta e zucchero, mescolare molto accuratamente.
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Preparare la pasta frolla impastando bene gli ingredienti e ponendo
la pasta a riposare per 30' al fresco.
Spianare la pasta frolla (1 cm), con circa la metà, rivestire una tortiera dai
bordi piuttosto alti, versare la ricotta e spianare bene su tutta la superficie.
Mescolare bene la marmellata di visciole allungata con 2 cucchiai dacqua,
versarla sullo strato di ricotta, distribuendola uniformemente. Ricoprire il
tutto con un disco ricavato dalla pasta frolla rimanente. Infornare a 180° per
40'. Se possibile fare dorare per gli ultimi 5' la superficie con laiuto
del grill.
Lorella Del Grosso